• Tela su tela - Intermediari d'arte
Sin flash

Tipologia quadro
Dimensioni 115 x 85
Anno 2020
Tecnica mista su tela (acrilico e olio)

Senza Flash
Edoardo Ettorre
Oggi spegnere il cellulare risulta per molti quasi come diventare trasparenti e incapaci di entrare in altro modo in relazione. Una delle funzioni psicologiche più moderne offerte dal cellulare è quella di rappresentare un mezzo per gestire la solitudine e l’isolamento , rivelandosi come “antidepressivo o ansiolitico multimediale”, nei confronti del quale diviene ben presto facile diventare dipendenti.
Mantenendo, gli altri e la realtà, costantemente presenti non sono conseguentemente mai vissuti come assenti; coltivando questo vizio è possibile non riuscire più a distinguere la differenza tra “mondo interno” e “mondo esterno” che, soprattutto fra i giovani, può rendere confusi e persino “fusi”, con possibili conseguenze negative sulla capacità di interiorizzare l’altro attraverso la rappresentazione fantastica della realtà. Si rischia, in altre parole, di trovare con difficoltà una separazione tra “pubblico” e “privato”, tra “intimo” e “condiviso” . Una distinzione che è invece un aspetto fondamentale per la costruzione della propria identità attraverso la possibilità di stabilire dei confini che sono la base della capacità di entrare in contatto.
Senza Flash si occupa del confine tra reale e irreale determinato dall’utilizzo e la fiducia in ciò che vomita lo schermo del telefono cellulare. Le scene proposte presentano temi di attualità. Lo smartphone gioca il ruolo di una specie di cornice rotta che lascia osservare la scena sia al suo interno che al suo esterno. Non ci sono differenze su ciò che accade dentro e fuori dalla “cornice/telefono” al fine di evidenziare la distanza sempre più sottile che vi è nella percezione e la capacità di distinzione della realtà dalla finzione.
La maggior parte di informazioni ed immagini da cui siamo colpiti e influenzati provengono proprio
da questi dispositivi che ci offrono sempre e comunque materiale piatto e filtrato rispetto a quello chepotrebbe concedere un’ osservazione diretta. Le telecamere a più alta definizione rimangono i nostriocchi, che sembrano strumenti sempre più difficili da utilizzare.

Artista: Ettorre Edoardo

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