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Pignatelli Antonio Tela su tela - Intermediari d'arte

artista Pignatelli Antonio
Pignatelli Antonio

PIGNATELLI ANTONIO NATO A LECCE IL 15 GENNAIO 1938 Rimango a lecce sino al 1952, scappo da casa ed approdo a Roma, dopo una settimana di panini, acqua tanta, dormire sulle panchine di Villa Borghese terminando quei pochi spiccioli messi da parte, trovo lavoro come lavapiatti nella birreria Spaten Munchner di via della Croce. Nello stesso tempo studio prendendo la Maturità Classica 1957 Frequento la scuola Alberghiera Cordon Bleu di Digione (Francia). 1962 Mi diplomo come Consulente di Ristorazione ed inizio a girare il mondo aprendo ristoranti, corsi di cucina ecc. ecc. https.//sites.google.com/site/ilvostroprincipechef/ https.//galleria-belle.art-di-pignatelli.businnes.site 2003 vado in pensione, dopo svariati altri lavori non consoni, decido con molti tentennamenti a riprendere la pittura che avevo abbandonato da ragazzo. 2017 12 Aprile inizio il mio percorso velocissimo di pittura. Da quel giorno fino a settembre produco 73 dipinti lavorando ininterrottamente. Vengo definito un fiume in piena. Agosto partecipo ad una collettiva a Palazzo Pino Monteroni di Lecce Dicembre personale al Cosmopolitan Art Center di Veglie 2018 Marzo Triennale di Ferrara Aprile Personale Laboratorio Urbano Hopera Space su invito dell’ufficio Cultura Monteroni di lecce Luglio Collettiva Galleria Logos4 Eclipse Blood Moon Roma Collettiva Art Saloon Ariccia RM Settembre Personale Libreria Adriatica Lecce Dicembre Personale Fondazione Palmieri Lecce 2019 Giugno Collettiva galleria Ossimoro Torino PUBBLICAZIONI 2018 Luglio Arte di Giorgio Mondadori Agosto Arte di Giorgio Mondadori Novembre Catalogo Arte Moderna di Giorgio Mondadori CAM 54 2019 Novembre Contratto Mediolanum Art Gallery CRITICHE ANTONIO PIGNATELLI PITTORE di Teodoro De Giorgio, storico dell’arte Capriccio o velleità? Esporre per la prima volta al pubblico le proprie opere all’età di quasi 80 anni a molti potrà apparire pretenzioso. A maggior ragione se si è iniziato a dipingere da autodidatta non molti mesi fa e ad essere esposte sono, per giunta, le primissime opere prodotte. Ma non è questo il caso di Antonio Pignatelli, che (dopo la “breve” parentesi di una vita da chef) ha scelto di tornare alle origini. La pittura – o meglio, il desiderio di praticarla – che lo aveva affascinato fin da ragazzo, anche grazie all’influsso delle opere del fratello maggiore Ercole, ha ripreso a pungolarlo, al punto da farlo cedere e a costringerlo a prendere in mano pennelli e colori. Pignatelli, sciolto da impegni e più incline all’ascolto delle proprie passioni, ha dato così vita a composizioni trasognate, in cui un’immagine ne cela un’altra, come un cancello che attraverso le sue sbarre consente di scorgere un panorama, naturale o fantastico, o come un miraggio materializzatosi all’improvviso in un luogo desolato. Pignatelli è libero e, con un’incontenibile frenesia, vuole finalmente dipingere questo suo stato. Le opere si susseguono, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, e quel cancello, che così spesso compare nei suoi dipinti, è una metafora di se stesso, della sua storia. È Pignatelli stesso. I suoi dipinti, inevitabilmente, manifestano l’attaccamento alle sue radici, il Salento, e alla sua stessa carne, il fratello Ercole. Si scorgono, infatti, luoghi e simboli tipicamente salentini (marine, fari, torri saracene, rami secchi, fichi d’India e fiori) ed elementi, e tecniche, prese in prestito dal fratello (l’uva dagli acini generosi, i mari in tempesta, i cieli stellati, le mani in primo piano, gli accostamenti tonali, il ricorso all’oro e finanche l’uso degli smalti idrosintetici). Insomma, per essere alle prime armi, Antonio Pignatelli dimostra di avere talento, non solo nel comporre le immagini e nell’accostare i colori, ma anche nel saper rapire lo sguardo dell’osservatore. E, soprattutto, di avere ancora molto da dire, e da dipingere. ESPOSIZIONI E PREMI Tutte le opere in mostra hanno un’indiscutibile dedica femminile, le cui immagini sono fermate da un supporto in plexiglass, quasi a voler imitare la pellicola di celluloide (rullino) usata dalle macchine fotografiche di un tempo, oggi ormai soppressa dalla tecnologia, dove solo la luce diveniva il mezzo per scrivere l’emozione di quel preciso momento. Antonio Pignatelli ferma sulla scorrevolezza della superficie di plexiglass un negativo pittorico, le cui pennellate libere quanto intense, segnano campiture di un progetto emozionale. Con le sue opere l’artista ci trasferisce flash espressivi di momenti femminili, dolci, intimi, drammatici e giocosi, dove la bellezza non gioca il ruolo importante nell’opera, in quanto Antonio Pignatelli sente la necessità di evidenziare e far emergere una bellezza trascendentale, fatta d’impulsi segnici figurativi, non privi di riferimenti decorativi che ci portano brevemente all’arte Decò o Stile Liberty, segni che identificano le sue opere. Come si può non restare incantati da questa energia creativa, così giovane nella sua scoperta artistica? Era, infatti, il mese di aprile 2017 quando avvenne per la prima volta in assoluto l’idea di prendere pennelli e colori per aprirsi a ottanta anni a una nuova esperienza. La sua prima mostra risale nel dicembre 2017 presso il Centro Culturale, “Cosmopolitan Art Center” – Veglie; da allora, “come un fiume in piena” ha travolto e abbattuto i tempi di qualunque possibile previsione che possa porre la sua presenza artistica nel mondo dell’arte. Il mensile Arte Mondadori, rivista di notevole importanza nazionale e non, gli dedica la pubblicazione di due sue opere nei mesi di luglio e agosto 2018. Il Catalogo di Arte Moderna – Giorgio Mondadori CAM 54, del mese di novembre 2018, inserisce due sue opere: “l’Amicizia” e “l’Attesa” smalti e oro zecchino su plexiglass, cm 100×50. Diverse le sue presenze in collettive e personali: marzo 2018 alla Triennale di Ferrara; luglio 2018 collettiva – Roma; Luglio 2018 collettiva – Ariccia (RM); settembre 2018 personale – Libreria Adriatica – Lecce. Oggi, espone le sue opere presso la Fondazione Palmieri a Lecce, fonte di straordinarie iniziative culturali e dove ho avuto modo di conoscere e apprezzare le grandi doti umane stemperate in uno straordinario dinamismo intellettuale, quale è stata Luciana PALMIERI. Antonio Pignatelli continua così la sua ascesa nel mondo dell’arte, con la leggerezza di un Sogno fatto di strati umidi e di nebbie trasparenti che avvolgono il pensiero, così come avviene in natura, poi, alle prime luci dell’alba i raggi di sole fanno capolino nel fitto bosco dell’anima, risvegliando amori, pensieri e desideri, restituendo la vita a un nuovo giorno fatto di energia figurativa, libertà di pensiero, bellezza creativa. “La notte sognava di dipingere e il mattino dipingeva i suoi Sogni”.